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La ginnastica mentale. Ricordare con facilità.

Per ricordare qualcosa occorre prima assimilare quel dato cioè "codificarlo". Poi bisogna "metterlo in memoria" fino a quando serve e a quel punto "richiamarlo".  Dobbiamo distinguere però la memoria visiva da quella verbale. Se ad esempio dobbiamo imparare la strada da fare per andare a scuola possiamo guardare la mappa (memoria visivo-spaziale) oppure possiamo ricorrere alle indicazioni verbali (memoria verbale).  1) Ricordiamo più facilmente se, quando memorizziamo, utilizziamo sia la memoria verbale sia la memoria visivo-spaziale. I ricordi sono come i fili di lana di un maglione, più l'intreccio è fitto e meno probabilità abbiamo di generare buchi; lo stesso è per la memoria, se ciò che si vuole tenere a mente, è legato ad immagini mentali, sarà più difficile smarrirlo.  2) Ricordiamo più facilmente se colleghiamo ciò che stiamo cercando di imparare a cose che già conosciamo. Quando studiamo, se riportiamo ciò che leggiamo o ascoltiamo alle conosc...

La disortografia

  La disortografia è il risultato di un'alterazione che coinvolge i processi linguistici alla base della codifica scritta dei suoni, cioè quelli che governano l'associazione del fonema al grafema. Si può parlare di disortografia unicamente quando l'alterazione è a livello di correttezza ortografia e non quindi nel caso in cui i grafemi siano mal prodotti, e questo può rendere difficile la diagnosi, soprattutto quando la scrittura è in corsivo. La disortografia si presenta comunqe con errori ortografici persistenti, i quali possono essere ricondotti a difficoltà nell'automizzare la corrispondenza tra grafema e fonema.  La diagnosi avviene solitamente a partire dalla classe terza della scuola primaria,  sebbene alcune difficoltà possano essere individuate sin dall'inizio della scolarizzazione. La disortografia può essere una condizione presente in tutto l'arco della vita. Pur tuttavia cambiamenti significativi possono essere individuati nel tempo, sia per l'ef...

La discalculia

La discalculia è una condizione che coinvolge il complesso insieme di funzioni cognitive e neuropsicologiche, che sono alla base dell’elaborazione numerica e delle relative variazioni di quantità. In base all’assetto dei deficit, si individuano profili molto eterogenei, in cui le difficoltà riguardano gli aspetti di base - come ad esempio il senso del numero - oppure gli aspetti di superficie - come ad esempio l’apprendimento e l'automatizzazione delle strategie di calcolo mentale e delle procedure di calcolo scritto. Il periodo di scolarizzazione minimo a partire dal quale si può disgnosticare il distrubo, è alla fine della classe terza primaria, anche se, a volte alcune difficoltà come la gestione delle procedure di calcolo possono essere già individuate prima.  La discalculia è un disturbo che tende a persistere durante tutto l'arco della vita, ma cambia fisionomia nel corso degli anni sia per effetto della maturazione spontanea, sia grazie agli interventi di carattere r...

Napoli descritta da Simone De Beauvoir

Simone De Beauvoir racconta la città di Napoli che visitò negli anni antecedenti la seconda guerra mondiale.  ... D'un tratto il Mezzogiorno si capovolge, il sole non è più una luce nel cielo, ma un'enorme pozza d'ombra sulla te rra; nel fon do di questa cloaca non cè più nulla di minerale: tutto pullula, tutto fermenta, perfino la pietra è spugnosa, trasuda, secerne dei muschi e dei licheni. La vita degli uomini si esibisce nella sua nudità organica, nel suo calore viscerale, sotto questo aspetto Napoli ci stordì, ci nauseò, ci stregò. Ne sentimmo l'orrore: i bambini nudi e pieni di croste, gli scrofolosi, i malati, le piaghe aperte, le purulenze, i volti lividi come ascessi, i caseggiati insalubri - designati da cartelli: inabitabile, vietato l'accesso - e che brulicavano di famiglie; nei rigagnoli, torsi, carogne, che delle mani si disputavano, le Vergini benedicenti che sorridevano a ogni angolo di strada, coperte d'orpelli dorati, tra fiori e lumini. Ma non...

I Disturbi Specifici dell'Apprendimento (DSA)

I Disturbi Specifici dell'Apprendimento (DSA) coinvolgono uno specifico dominio di abilità, lasciando intatto il funzionamento intellettivo generale. Essi infatti interessano le competenze strumentali degli apprendimenti scolastici. Sulla base del deficit funzionale vengono comunemente distinte le seguenti condizioni cliniche: • dislessia, cioè disturbo nella lettura (abilità di decodifica del testo) • disortografia, cioè disturbo nella scrittura (abilità di codifica fono- grafica e competenza ortografica) • disgrafia , cioè disturbo nella grafia (abilità grafo-motoria) • discalculia, cioè disturbo nelle abilità di numero e di calcolo (capacità di comprendere e operare con i numeri).  Il DSA è un disturbo cronico, la cui espressività si modifica in relazione all’età e alle richieste ambientali. Questa caratteristica, è differente per le lingue “opache” ( come ad esempio l’inglese), caratterizzate da una relazione complessa e poco prevedibile tra grafemi e fonemi e per le lingue “t...

Come scrivere un diario

Il diario è un tipo di testo a carattere privato, personale, nel quale l'autore annota giorno per giorno gli avvenimenti piu' significativi della sua vita, le sue esperienze, le sue emozioni, le sue riflessioni, i suoi sentimenti e stati d'animo. La parola "diario" deriva dal latino dies = "giorno" e significa "registro giornaliero". Le caratteristiche strutturali e linguistiche del diario  Nel diario devono essere indicate: la data: giorno, mese, anno e talvolta anche l'ora in cui viene scritto; le formule di introduzione e conclusione del testo come ad es: "caro diario", "ciao", "a domani", ecc.  Il diario deve presentare le seguenti caratteristiche:  esposizione in prima persona singolare esposizione di fatti accaduti realmente e registrazione di sensazioni, riflessioni, stati d'animo provati veramente esposizione di fatti in maniera libera con frequenti salti da un argomento all'altro frequente pre...

Come scrivere un racconto

Scrivere un racconto vuol dire, esporre esperienze reali o costruzioni di fantasia, ovvero produrre testi che riferiscono fatti, azioni, avvenimenti che si svolgono nel tempo. Per scrivere un buon racconto è necessario organizzarlo secondo una trama precisa articolata in quattro momenti: presentazione di una situazione iniziale esposizione di un fatto, di un evento che complica e rende problematica la situazione iniziale sviluppo della vicenda con processi di miglioramento o di peggioramento situazione finale o conclusione in cui la situazione iniziale appare modificata.  I vari fatti devono essere collegati oltre che dalla successione temporale (prima - durante - dopo), anche da relazioni logiche. Nel racconto, inoltre, assumono rilevo particolare il luogo e il tempo in cui vivono i personaggi. L'esposizione di esperienze reali Raccontare un'esperienza personale che abbiamo vissuto realmente significa, non solo narrare in prima persona fatti, avvenimenti accaduti in uno spaz...