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I giochi della tradizione

 


La Piñata

Si tratta di un gioco messicano che si svolge a Natale. La piñata può essere un vaso o un fantoccio che contiene dolci e regali. Ogni bambino o ragazzo a turno, viene bendato e fatto girare e rigirare su se stesso, poi con un bastone deve cercare di rompere la piñata.

In Italia anticamente, a metà Quaresima, si svolgeva lo stesso gioco chiamato Pentolaccia.

La Giostra del Saracino


Secondo la tradizione, nel mese di Settembre, ad Arezzo, otto cavalieri, due per ogni quartiere della città e in costume medioevale, sfilavano fino alla piazza per uno strano duello. Dovevano colpire il "saracino", un fantoccio girevole a mezzo busto che costituiva il bersaglio. Il saracino aveva un braccio destro teso e teneva in mano una sferza di corde che terminavano con alcune palle di piombo. Quando il saracino veniva colpito, esso scattava, girava e faceva sibilare nell'aria la sua sferza.

Vinceva il cavaliere che con più destrezza riusciva a evitare la sua terribile sferza. 

La manifestazione si tiene ancora oggi ad Arezzo, sia nel mese di Giugno, sia nel mese di Settembre.

Il giorno delle frittelle


Molti anni fa, ad Olney, in Inghilterra il Martedì Grasso le donne si allineavano nella piazza del paese con un apadella in mano con dentro una frittella calda. Dovevano voltare la frittella almeno tre volte prima di giungere alla porta della chiesa, e chi arrivava prima vinceva. Tale festività viene ricordata oggi con il nome di Pancake Day.


L'albero della cuccagna


In molti paesi d'Italia il giorno del patrono si innalzava l'albero della cuccagna, un palo spalmato di grasso dove venivano appesi salamini, dolci e bottiglie di vino. Chi riusciva a salire fin sopra  vinceva tutte quelle prelibatezze.

In alcuni paesi d'Italia ancora è possibile assistere a questo spettacolo.


OfficinaPop

La ginnastica mentale. Ricordare con facilità.

Per ricordare qualcosa occorre prima assimilare quel dato cioè "codificarlo". Poi bisogna "metterlo in memoria" fino a quando serve e a quel punto "richiamarlo".  Dobbiamo distinguere però la memoria visiva da quella verbale. Se ad esempio dobbiamo imparare la strada da fare per andare a scuola possiamo guardare la mappa (memoria visivo-spaziale) oppure possiamo ricorrere alle indicazioni verbali (memoria verbale).  1) Ricordiamo più facilmente se, quando memorizziamo, utilizziamo sia la memoria verbale sia la memoria visivo-spaziale. I ricordi sono come i fili di lana di un maglione, più l'intreccio è fitto e meno probabilità abbiamo di generare buchi; lo stesso è per la memoria, se ciò che si vuole tenere a mente, è legato ad immagini mentali, sarà più difficile smarrirlo.  2) Ricordiamo più facilmente se colleghiamo ciò che stiamo cercando di imparare a cose che già conosciamo. Quando studiamo, se riportiamo ciò che leggiamo o ascoltiamo alle conosc...

Come sottolineare

Sottolineare significa mettere in evidenza alcune parti di un testo -  singole parole o intere espressioni - in modo da consentire una rilettura o uno studio più veloce ed efficace, mirati ai punti che si intendono porre in rilievo. TECNICA DELLA SOTTOLINEATURA Possiamo utilizzare la tecnica della sottolineatura con qualsiasi testo, anche se, variando lo scopo, sarà diverso anche il tipo di espressioni messe in evidenza. Non ci sono delle regole fisse nel sottolineare. L'importante è usare gli stessi segni per esprimere uno stesso significato e non esagerare . In un testo narrativo, ad esempio si possono sottolineare gli elementi principali: personaggi, luoghi, tempo e avvenimenti. In un testo descrittivo, ad esempio, gli aggettivi che indicano i colori, le forme i profumi ecc. In altri tipi di testo potrebbe invece essere utile richiamare l'attenzione sui punti-chiave , le idee essenziali per comprendere una spiegazione; o anche soltanto sulle parole chiave, q uei termini c...

Come scrivere un diario

Il diario è un tipo di testo a carattere privato, personale, nel quale l'autore annota giorno per giorno gli avvenimenti piu' significativi della sua vita, le sue esperienze, le sue emozioni, le sue riflessioni, i suoi sentimenti e stati d'animo. La parola "diario" deriva dal latino dies = "giorno" e significa "registro giornaliero". Le caratteristiche strutturali e linguistiche del diario  Nel diario devono essere indicate: la data: giorno, mese, anno e talvolta anche l'ora in cui viene scritto; le formule di introduzione e conclusione del testo come ad es: "caro diario", "ciao", "a domani", ecc.  Il diario deve presentare le seguenti caratteristiche:  esposizione in prima persona singolare esposizione di fatti accaduti realmente e registrazione di sensazioni, riflessioni, stati d'animo provati veramente esposizione di fatti in maniera libera con frequenti salti da un argomento all'altro frequente pre...