I Disturbi Specifici dell'Apprendimento (DSA) coinvolgono uno specifico dominio di abilità, lasciando intatto il funzionamento intellettivo generale. Essi infatti interessano le competenze strumentali degli apprendimenti scolastici.
Sulla base del deficit funzionale vengono comunemente distinte le seguenti condizioni cliniche:
• dislessia, cioè disturbo nella lettura (abilità di decodifica del testo)
• disortografia, cioè disturbo nella scrittura (abilità di codifica fono-grafica e competenza ortografica)
• disgrafia, cioè disturbo nella grafia (abilità grafo-motoria)
• discalculia, cioè disturbo nelle abilità di numero e di calcolo (capacità di comprendere e operare con i numeri).
Il DSA è un disturbo cronico, la cui espressività si modifica in relazione all’età e alle richieste ambientali. Questa caratteristica, è differente per le lingue “opache” ( come ad esempio l’inglese), caratterizzate da una relazione complessa e poco prevedibile tra grafemi e fonemi e per le lingue “trasparenti” (come ad esempio l’italiano), caratterizzate da una relazione prevalentemente diretta e biunivoca tra fonemi e grafemi corrispondenti.
La diagnosi avviene in una fase successiva all’inizio del processo di apprendimento scolastico. È necessario infatti che sia terminato il normale processo di insegnamento delle abilità di lettura e scrittura (fine della seconda primaria) e di calcolo (fine della terza primaria).
I processi di diagnosi, presa in carico e abilitazione/riabilitazione hanno carattere multidisciplinare e multiprofessionale. Il team clinico deve includere tra le figure professionali il neuropsichiatra infantile, lo psicologo e il logopedista. Per i soggetti maggiorenni la figura del neuropsichiatra infantile viene sostituita da quella dello specialista medico formato in modo specifico sull’argomento.
Approfondimenti: Consensus Conference