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Il gioco nella didattica

Il gioco è per lo più inteso come un'attività da svolgere durante il tempo libero e per questo in contrapposizione con l' attività di studio intesa come attività di "lavoro".

Giocare vuol dire svolgere delle azioni in un contesto diverso da quello convenzionale ma attraverso il gioco, si possono apprendere concetti, sviluppare abilità e capacità legate alle singole discipline o competenze di tipo relazionale.

ll gioco nella didattica permette di trasformare l'esercizio noioso in un'attività divertente, che aumenta la motivazione allo studio e facilita l'apprendimento.

Il gioco, dal momento che presuppone la ripetizione, è un modo diverso di proporre un esercizio, ma a differenza di esso lascia spazio alla sperimentazione. Nel gioco si impara a lavorare in una dimensione più creativa: la situazione di gioco molto spesso richiede di trovare nuove soluzioni o elaborare nuove strategie, che in un contesto convenzionale non saremmo liberi di sperimentare.

Il gioco può essere utilizzato per acquisire consapevolezza delle diverse regole matematiche, grammaticali ecc. e automatizzare le diverse abilità. Esso facilita inoltre l'accesso a concetti e codici che potrebbero risultare ostici.

Nel gioco ogni nostra azione è sotto l'occhio vigile dei compagni e viceversa. Nel gioco ci si confronta e si collabora.

Il gioco è ideale per gli studenti più emotivi che in un contesto di gioco, dove l'attenzione si focalizza sul processo piuttosto che sul risultato, riescono a ridurre l'ansia da prestazione e imparano a controllare le proprie emozioni. A volte si vince a volte si perde, ma in fondo è solo un gioco!

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Come scrivere un racconto

Scrivere un racconto vuol dire, esporre esperienze reali o costruzioni di fantasia, ovvero produrre testi che riferiscono fatti, azioni, avvenimenti che si svolgono nel tempo. Per scrivere un buon racconto è necessario organizzarlo secondo una trama precisa articolata in quattro momenti: presentazione di una situazione iniziale esposizione di un fatto, di un evento che complica e rende problematica la situazione iniziale sviluppo della vicenda con processi di miglioramento o di peggioramento situazione finale o conclusione in cui la situazione iniziale appare modificata.  I vari fatti devono essere collegati oltre che dalla successione temporale (prima - durante - dopo), anche da relazioni logiche. Nel racconto, inoltre, assumono rilevo particolare il luogo e il tempo in cui vivono i personaggi. L'esposizione di esperienze reali Raccontare un'esperienza personale che abbiamo vissuto realmente significa, non solo narrare in prima persona fatti, avvenimenti accaduti in uno spaz...

Giocare con la matematica

L'intelligenza numerica - cioè la capacità di manipolare, capire, ragionare, attraverso il complesso sistema cognitivo dei numeri e delle quantità - può essere potenziata proponendo al bambino l'esecuzione di compiti o lo svolgimento di attività che possano sviluppare il concetto di quantità e la capacità di conteggio. Contare il numero di beni presenti nel carrello della spesa o effettuare il pagamento dei beni acquistati alla cassa del supermercato controllando che la cassiera abbia dato correttamente il resto, sono alcune delle molte azioni quotidiane, che possono essere utilizzate per lo sviluppo dell'intelligenza numerica nel bambino. Oltre a cià esistono molti giochi tradizionali amati dai bambini che offrono un valido supporto in tale direzione. A titolo esemplificativo i classici giochi di carte come scopa, rubamazzetto, ecc., sono giochi che attivano importanti processi sintattici, semantici e lessicali oltre a sviluppare diverse capacità come la capacità di ricon...

L' attenzione

L'attenzione è la capacità di selezionare le informazioni Quotidianamente i nostri sensi sono colpiti da una miriade di informazioni e non potremmo sopravvivere se, il nostro cervello, non fosse in grado di selezionare le informazioni che vogliamo sottoporre alla nostra attenzione. Questa capacità di ritagliare solo una parte delle informazioni su cui concentrare la nostra attenzione dipende dai lobi frontali. Concentrare l'attenzione nel tempo E' l'emisfero cerebrale destro però,  che ci permette di mantenere l'attenzione viva nel tempo, ed è grazie ad esso che riusciamo a rimanere svegli guidando di notte, oppure a portare a termine una lettura che riteniamo noiosa.  Concentrarsi su una sola attività Un altro compito di cui i  sistemi cerebrali dell'attenzione sono responsabili, è quello di regolare il "volume" di altre parti del cervello. Quando dedichiamo la nostra attenzione ad un senso riduciamo l'attività nelle zone-cerebrali responsabili di...